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AIFA: 16° Rapporto nazionale sulla Sperimentazione Clinica dei medicinali in Italia

Pillole dal Mondo n. 1346

10/01/2018

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato il 16° Rapporto nazionale sulla Sperimentazione Clinica dei medicinali in Italia, con i dati relativi al 2016. Il Rapporto consente una lettura retrospettiva dell’andamento della ricerca sui farmaci in Italia e restituisce una fotografia di come il settore stia progredendo nel nostro Paese, offrendo al contempo spunti per conoscere le aree terapeutiche maggiormente indagate, quelle su cui potenziare gli investimenti e soprattutto i ritorni in termini di salute per i pazienti.

Il primo dato positivo che emerge è l’aumento del numero delle sperimentazioni in Italia sul totale europeo, che dal 17% del 2015 passa al 20% del 2016, un incremento di tre punti percentuali registrato per la prima volta in cinque anni.

È l’analisi della tipologia dei trials condotti che ritrae come l’R&D nel campo farmaceutico stia progressivamente cambiando nel nostro Paese, a favore di un incremento di quelli a disegno complesso (seamless, adattativi, ecc.) che abbracciano più fasi o sono collocati per definizione nelle fasi precoci della sperimentazione, anche se di fatto sono disegnati spesso come veri e propri pivotal trials.

Nel settore delle malattie rare, invece, dove si rileva una positiva tendenza all’incremento rispetto al 2015 con una forte prevalenza di sperimentazioni profit, si riscontra una distribuzione pressoché identica fra le fasi precoci e la fase III, segnale di spostamento continuo verso un potenziale sviluppo concreto di farmaci per condizioni orfane.

Come sempre, in Italia oltre il 97% delle sperimentazioni è condotta su pazienti, mentre sono rarissime quelle in cui vengono arruolati volontari sani. In merito alle popolazioni oggetto dei trials, le donne, i bambini e gli anziani restano ancora campioni scarsamente indagati in modo specifico dalla ricerca clinica. Se, da un lato, non è purtroppo disponibile per il 90% delle sperimentazioni risalire alla composizione di genere dei pazienti arruolati, è comunque indicativo il dato davvero minimo della quota di sperimentazioni esclusivamente nel genere femminile (5,5%), così come quello nelle popolazioni pediatrica (8,6%) e anziana (1%). Proprio per questo motivo, l’AIFA ha inteso dare impulso ai bandi di ricerca indipendente promossi attingendo al fondo del 5% delle spese promozionali sostenute dalle Aziende farmaceutiche, che già dal 2016 prevedono focus dedicati per incentivare protocolli di studio finalizzati a verificare gli effetti dei farmaci per queste categorie.

Continua la ricerca clinica nazionale nell’ambito dei farmaci oncologici e immunomodulatori, che insieme costituiscono la metà delle sperimentazioni cliniche nel nostro Paese. Si assiste ad un lieve aumento delle sperimentazioni nell’area neurologica, ematologica e immunitaria, mentre deve destare attenzione il calo di quelle in ambito infettivologico, il secondo settore per spesa farmaceutica in Italia dopo l’oncologia. Nell’attuale emergenza globale relativa alla progressiva resistenza agli antimicrobici, questo è senz’altro un aspetto su cui concentrare e rivedere le strategie, per favorire maggiori investimenti per lo studio di nuove molecole in grado di sconfiggere i cosiddetti “super-batteri”.

Un futuro già presente è invece quello delle nuove terapie geniche, come confermano i dati sui trials condotti nel 2016 in quest’area: le sperimentazioni che vedono valutazioni di farmacogenetica sono oltre il 15% del totale e continua lo spostamento verso sperimentazioni su farmaci biologici/biotecnologici.

Anche in questa edizione del Rapporto vengono presentati i dati relativi alla partecipazione dell’Italia al progetto Voluntary Harmonization Procedure, per la valutazione congiunta dei protocolli clinici che si svolgono in più Stati dell’UE. Delle sperimentazioni presentate su base nazionale, 122 avevano avuto la valutazione coordinata mediante VHP nel corso del 2016. Il numero delle partecipazioni dell’Italia a queste procedure coordinate a livello europeo è rimasto elevato, vicino al 100% delle domande di partecipazione presentate, con un significativo incremento di quelle gestite come Rapporteur (27), che portano il nostro Paese al secondo posto in UE dopo il Regno Unito.

Leggi il Rapporto sul sito dell’AIFA

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