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Diritti Umani relativi al Patient Care

L’assistenza al paziente e' un diritto fondamentale sia a livello nazionale che internazionale. La sua cura è un aspetto importante del diritto alla salute, che merita anche attenzione nell’ambito della protezione e promozione dei diritti umani, soprattutto per quanto riguarda i gruppi più vulnerabili come i bambini, le donne e gli anziani.

A livello nazionale, il diritto all’assistenza ha le sue basi nella Costituzione che afferma: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività» (art. 32).

Tutti i malati hanno diritto di essere curati gratuitamente, salvo pagamento dei ticket, dalle strutture sanitarie pubbliche o cliniche private convenzionate, senza un limite riguardante l’età, la durata della cura e il tipo di malattia. La prevenzione e l’educazione alla salute svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento della salute pubblica.

La legge italiana riconosce il diritto alla salute come un diritto umano fondamentale.

Diritti dei Bambini

Il diritto alla salute è di vitale importanza per i bambini, in quanto sono esseri vulnerabili, più a rischio di malattie e più soggetti a complicazioni in termini di salute.

Il Comitato ONU sui diritti dell’Infanzia, composto da 18 esperti indipendenti aventi lo scopo di monitorare i progressi compiuti dagli Stati parti nell’esecuzione degli obblighi derivanti del trattato, ha pubblicato il suo Commento Generale No. 15 sul diritto del minore di godere del miglior stato di salute (articolo 24). Tale Commento Generale fornisce consigli e supporto agli Stati parti ed altri (organizzazioni governative e non governative, privati) in materia di protezione e pieno godimento del diritto alla salute da parte dei bambini. Il Comitato può comunque chiedere agli Stati parti ogni informazione complementare relativa all'applicazione della Convenzione. Il lavoro del Comitato è sottoposto annualmente alla Commissione sui Diritti Umani.  

Tutti i bambini hanno il diritto all’accesso tempestivo ai servizi sanitari adeguati. Un sistema per la protezione della salute, compreso l'accesso ai farmaci essenziali è fondamentale e determinante.

Con lo scopo di tutelare la salute della popolazione pediatrica, il 26 Gennaio 2007 entrava in vigore nell’UE il “Regolamento Europeo relativo ai medicinali per uso pediatrico” – o semplicemente Regolamento Pediatrico (Regolamento N. 1901/2006 e N. 1902/2006). Come evidenziato dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA), il suo obiettivo è quello di migliorare la salute dei bambini in Europa senza sottoporre questa delicata categoria di pazienti a studi clinici non necessari e senza ritardare l’autorizzazione dei medicinali per gli adulti. Inoltre intende facilitare la disponibilità dei farmaci per i bambini di età compresa tra 0 e 17 anni. Prima del suddetto regolamento alcuni studi pubblicati avevano evidenziato che più del 50% dei farmaci impiegati nei bambini non erano stati studiati in questa popolazione, esponendo gli stessi a notevoli rischi per la salute nonché ad una minore efficacia a causa di un dosaggio non adeguato. Inoltre, con lo scopo di migliorare la salute dei bambini in Europa, è stato istituito in seno all'EMA nel 2007, il Comitato Pediatrico, un comitato scientifico multidisciplinare, responsabile della valutazione e l’approvazione dei PIP e delle Deroghe. Per ulteriori informazioni sui medicinali ad uso pediatrico, si possono consultare i seguenti Rapporti: "Better Medicines for Children From Concept to Reality" pubblicato dalla Commissione europea nel giugno 2013 e "Better Medicines for Children" pubblicato il 18 maggio 2015.

L’AIFA, inoltre, nella consapevolezza dell’esiguità di studi clinici nei bambini - attualmente circa il 70% dei medicinali utilizzati per la loro cura non ha indicazione pediatrica - e del conseguente impiego in ambito pediatrico di medicinali autorizzati per l’età adulta riducendone il dosaggio, ha avvertito l’esigenza di sensibilizzare operatori sanitari e cittadini sui possibili rischi connessi all’impiego off label dei farmaci nei bambini. Dal momento che le modalità di assorbimento e metabolizzazione dei medicinali differiscono nei diversi periodi di crescita rispetto a quelle di un organismo adulto, i bambini non devono essere considerati “piccoli adulti” nel processo di cura e necessitano di terapie studiate e autorizzate per la loro età. Per questo il disegno e la conduzione di studi dedicati costituisce un valore aggiunto per migliorare la sicurezza ed efficacia dei medicinali nella popolazione pediatrica.

Secondo l’ultimo Rapporto Osmed 2014, l’AIFA ha evidenziato che nei bambini (0-4 anni) si registra una prevalenza d’uso dei medicinali superiore a quella registrata per la fascia d’età 5-44 anni (soprattutto tra i maschi): circa la metà dei bambini ha ricevuto almeno una prescrizione nel corso dell’anno.

I bambini richiedono particolare attenzione al fine di godere del migliore stato di salute possibile, il quale permette un corretto sviluppo della loro infanzia e adolescenza.

Nel 2001 e' stata adottata in Italia la prima Carta dei diritti dei bambini in ospedale. Tale Carta era già ispirata alle norme e ai principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989, ratificata e resa esecutiva in Italia con Legge n. 176 del 27 maggio del 1991. Le norme e i principi della Convenzione internazionale pongono precisi obblighi sul funzionamento del sistema sanitario per i minori.

Per ulteriori informazioni, si rimanda al seguente link.

Inoltre nel 2008 la Fondazione ABIO Italia, in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria, redige la Carta dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti in Ospedale. Il documento riprende la Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza del 1989. Come citato dalla Fondazione ABIO Italia, in seguito, un gruppo di lavoro coordinato da Fondazione ABIO Italia e che coinvolge PROGEA, Joint Commission International e SIP, ha elaborato a partire dai dieci punti della Carta degli standard concreti e misurabili, allo scopo di definire livelli di qualità che i reparti di pediatria devono rispettare nell'erogazione dei servizi di diagnosi e di cura. Il risultato è stato il Manuale per la certificazione della Carta dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti in Ospedale, lo strumento di base di un percorso di analisi e di valutazione della qualità dei servizi di cura offerti dai reparti di pediatria che porta alla certificazione di ospedale "All'altezza dei bambini".

Per informazioni si prega di consultare questo link.

Come evidenziato dal Ministero della Salute, anche i bambini figli di stranieri senza permesso di soggiorno hanno diritto all’assistenza medica. Lo stabilisce l’Accordo Stato-Regioni del 20 dicembre 2012. Attualmente le Regioni che garantiscono il pediatra anche ai figli di stranieri irregolari sono: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Puglia, Sicilia, e Provincia autonoma di Trento. Per sapere come ottenere la tessera regionale occorre rivolgersi a uno sportello ASL del proprio territorio. Per ulteriori informazioni, si prega di consultare il sito del Ministero.

Diritti delle Donne

La tutela e la promozione della salute delle donne sono considerate un importante investimento per il miglioramento dello stato di salute del Paese e i suoi indicatori rappresentano una misura della qualità, dell’efficacia ed equità del nostro sistema sanitario. A livello internazionale, la Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW) è uno strumento giuridico importante per la tutela della salute delle donne (Art.12). La Convenzione è stata adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 18 dicembre 1979, in vigore internazionale dal settembre del 1981 e dal luglio 1985 è in vigore in Italia.

Per quanto riguarda l’uso dei farmaci, come evidenziato dal Rapporto Osmed 2014, le differenze di genere sono evidenziabili nella fascia di età tra i 15 e i 64 anni, in cui le donne mostrano una prevalenza media di uso dei medicinali superiore a quella degli uomini, con una differenza assoluta del 9%. Nel complesso della popolazione, la prevalenza d’uso dei farmaci è stata in media del 51,2% negli uomini e del 58,7% nelle donne. La conseguenza è che si rileva un aumento nel consumo di farmaci da parte delle donne e dunque maggiormente esposte a possibili reazioni avverse, con effetti collaterali e indesiderati più frequenti e più gravi rispetto agli uomini.

Come indicato dal Ministero della Salute, la normativa italiana garantisce il diritto di ogni donna, italiana o straniera, all’assistenza sanitaria, al sostegno psicologico e alla parità di trattamento in ambito lavorativo. Il Servizio Sanitario Nazionale assicura a tutte le donne gli interventi di prevenzione, tutela della maternità, assistenza ai bambini, vaccinazioni, diagnosi e cura delle malattie infettive.

Cittadine comunitarie
Le  cittadine di un Paese dell’Unione Europea accedono al Servizio Sanitario Nazionale e ai farmaci prescrivibili su ricettario regionale con le stesse procedure  delle cittadine italiane, attraverso la tessera TEAM (Tessera Europea Assicurazione Malattia).
Se una cittadina comunitaria non ha la TEAM del Paese di provenienza, non è iscritta obbligatoriamente al SSN e non è coperta da assicurazione, ha la possibilità dell’iscrizione volontaria al sistema sanitario regionale. Chi non potesse fare l'iscrizione, può comunque  accedere ai servizi sanitari attraverso il Codice ENI (Europeo Non Iscritto), con validità di 6 mesi ed è rinnovabile. Tale codice può essere utilizzato per la prescrizione di prestazioni mediche e di farmaci su ricettario regionale, per cure urgenti o essenziali benché continuative. L’applicazione del codice è stata decisa in autonomia dalle singole Regioni, quindi, per capire se esiste, come si chiama e come funziona il codice nella propria regione, occorre rivolgersi a uno sportello sanitario del territorio di residenza/domicilio.

Cittadine non comunitarie (regolari e irregolari)
Il Servizio Sanitario Nazionale assicura a tutte le cittadine non comunitarie che si trovano sul territorio nazionale, anche senza permesso di soggiorno o con permesso scaduto, il diritto a ricevere le cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti o comunque essenziali, per malattie e infortuni, e beneficiare di programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva.

Sono considerate urgenti le cure che salvano la vita o che evitano un danno grave per la salute della persona.

Sono essenziali la diagnosi e la terapia per quelle malattie che, nel breve periodo, non sono pericolose, ma che nel tempo potrebbero determinare un danno alla salute o rischi per la vita.

In particolare, l’assistenza sanitaria è garantita a tutte, per:
•    tutela della gravidanza e della maternità
•    tutela della salute del minore
•    vaccinazioni nell’ambito di campagne di prevenzione collettiva
•    profilassi, diagnosi e cura delle malattie infettive

Si prega di consultare il link del Ministero della Salute per maggiori informazioni.

Diritti degli Anziani

Come precedentemente evidenziato, l’articolo 32 della Costituzione Italiana pone la salute tra i diritti fondamentali, diritto erogato attraverso l’assistenza del Servizio Sanitario Nazionale, tramite le  Regioni e le Aziende sanitarie locali. Le prestazioni devono essere fornite agli anziani, come a tutti gli altri cittadini, qualunque siano «le cause, la fenomenologia e la durata» delle malattie.  

Come definito dalla Carta Europea dei diritti e delle responsabilità delle persone anziane bisognose di cure ed assistenza a lungo termine, tutti, senza riguardo all’età o alla condizione di dipendenza, hanno il diritto di godere dei diritti e delle libertà e di difendere i loro diritti umani e civili. L’Unione Europea riconosce e rispetta i diritti delle persone anziane, che hanno maggiori probabilità di diventare dipendenti per bisogno di cure, di condurre una vita dignitosa ed indipendente e di partecipare alla vita sociale e culturale (Carta dei diritti fondamentali dell’UE, art. 25).

Con il sostegno del Programma Europeo DAPHNE III, la Carta è stata sviluppata da un gruppo di collaborazione di 10 paesi guidati da AGE come parte del loro progetto EUSTACEA. Tramite questa Carta, i partner EUSTACEA mirano a stabilire una struttura comune di riferimento che possa essere adottata in tutta l’Unione Europea con lo scopo di promuovere il benessere e la dignità delle persone anziane non autosufficienti.

Invecchiando l’organismo cambia e questo influenza il modo in cui reagisce la somministrazione di farmaci. Infatti gli anziani sono più esposti alle reazioni avverse da farmaco. In genere, gli anziani consumano più farmaci perché hanno più problemi e in molti casi si tratta di malattie che richiedono trattamenti continuativi.

Secondo il Rapporto Osmed 2014, le fasce di età superiori ai 64 anni evidenziano una spesa pro capite per i medicinali a carico del SSN fino a 3 volte superiore al valore medio nazionale; inoltre, per ogni individuo con età maggiore ai 64 anni, il SSN deve affrontare una spesa farmaceutica oltre 6 volte superiore rispetto alla spesa media sostenuta per un individuo appartenente alle fasce di età inferiori. Tale risultato è dovuto al cambiamento della prevalenza dell’uso dei farmaci, dove quasi il 90% nella popolazione anziana con età superiore ai 74 anni assume almeno un medicinale.

Secondo uno studio condotto dal Gruppo di Lavoro Geriatrico dell’AIFA e recentemente pubblicato sul “Journal of the American Medical Directors Association” dopo gli 85 anni cala sostanzialmente il numero di farmaci prescritti alla popolazione geriatrica, passando dai 7 del gruppo 80-84 anni ai 2 degli ultranovantenni. I risultati dell’indagine hanno evidenziato come la prescrizione farmacologica aumenti progressivamente sino agli 85 anni di età, per poi declinare negli anni successivi, con una sostanziale riduzione tra i soggetti di età pari o superiore ai 95 anni. Infine, è interessante notare come nei pazienti sopra i 95 anni vi siano significative differenze di genere: le donne sembrano assumere più dosi quotidiane di farmaci rispetto agli uomini, ad indicare probabilmente che questi ultimi arrivano più in salute al traguardo dei 90 e più.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) promuove l’idea dell’invecchiamento attivo, un concetto che aspira a fomentare politiche che mantengano le persone attive il più a lungo possibile al fine di prevenire o ritardare le infermità e le incapacità legate all’anzianità.  

L’Organizzazione ha delineato una proposta di strategia e piano d’azione per l’invecchiamento in Europa (2012-2020). Come citato nel documento, si tratta della prima strategia europea che riunisce gli elementi relativi all’invecchiamento del programma di lavoro dell’Ufficio Regionale Europeo dell’OMS in un insieme coerente, presentandoli sotto forma di quattro aree strategiche d’azione e cinque interventi prioritari, oltre a tre interventi di supporto. Per informazioni si prega di fare riferimento al seguente link.

Inoltre, per informazioni riguardo ai dati aggiornati dall’OMS sul tema “invecchiamento mondiale e salute”, risalenti al mese di settembre 2015, si prega di consultare il sito dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Data aggiornamento: 
Gennaio 2016
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