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FAQ - Vaccini a vettore virale

FAQ - Vaccini a vettore virale

28 aprile 2021

L'Agenzia Europea per i Medicinali e l’AIFA hanno autorizzato due vaccini a vettore virale contro il COVID-19. Sono Vaxzevria (ex COVID-19 Vaccine AstraZeneca) e COVID-19 Vaccine Janssen.

Meccanismo d'azione

Qual è il meccanismo di azione dei vaccini a DNA che utilizzano gli adenovirus come trasportatori?

Alcuni vaccini approvati per la campagna vaccinale contro COVID-19 utilizzano gli adenovirus per fare arrivare all’interno delle cellule umane il frammento di DNA che contiene le istruzioni per produrre la proteina Spike presente sulla superficie del virus del COVID-19. Gli adenovirus utilizzati come trasportatori sono stati resi incapaci di replicarsi e quindi non possono diffondersi nell’organismo.
In seguito alla vaccinazione, questi adenovirus trasportatori penetrano in alcune cellule della persona vaccinata dove il frammento di DNA trasportato dal virus avvia la produzione temporanea della proteina Spike.
La presenza di questa proteina estranea stimolerà il sistema immunitario a reagire producendo anticorpi che, legandosi alla proteina Spike, impediranno al virus del COVID-19 di entrare nelle cellule. La presenza della proteina Spike estranea attiverà anche i linfociti T che guidano la produzione degli anticorpi e che uccidono le cellule infettate dal virus.
Dopo la vaccinazione, alcuni dei linfociti che hanno reagito contro la proteina Spike sopravvivono per vari mesi. La presenza di questi “linfociti memoria” permetterà al sistema immunitario della persona vaccinata di attivare rapidamente una formidabile risposta contro una eventuale invasione del virus del COVID-19.
Questi vaccini non utilizzano virus interi, attivi o inattivati né frammenti del virus, ma solo un piccolo segmento di DNA che contiene le istruzioni per far produrre la proteina Spike. La produzione della proteina Spike estranea terminerà in breve tempo.

COVID-19 Vaccine AstraZeneca (Vaxzevria)

1. Che cos’è e a che cosa serve?

Il vaccino Vaxzevria è un vaccino destinato a prevenire la malattia COVID-19 nelle persone di età pari o superiore ai 18 anni. È il terzo vaccino autorizzato da AIFA in Italia (30 gennaio 2021). In Italia è attualmente raccomandato di preferenza per la popolazione dai 60 anni in su.

2. Come viene somministrato?

Vaxzevria è somministrato in due iniezioni, nel muscolo della parte superiore del braccio. Le persone che sono state vaccinate con la prima dose di Vaxzevria devono ricevere la seconda dose dello stesso vaccino per completare il ciclo di vaccinazione nel corso della dodicesima settimana e comunque a una distanza di almeno dieci settimane dalla prima dose.

3. Che cosa contiene?

Il vaccino è composto da un adenovirus di scimpanzé incapace di replicarsi (ChAdOx1 - Chimpanzee Adenovirus Oxford 1) e modificato per veicolare l’informazione genetica destinata a produrre la proteina Spike del virus SARS-CoV-2. È un organismo geneticamente modificato. La tecnologia del vettore virale utilizzata per questo vaccino è già stata testata con successo ed è utilizzata per prevenire altre malattie.
Gli ingredienti inattivi (eccipienti) sono: L-istidina, L-istidina cloridrato monoidrato, Magnesio cloruro esaidrato, Polisorbato 80 (E 433), Etanolo, Saccarosio, Sodio cloruro, Disodio edetato (diidrato), acqua per preparazioni iniettabili. Il vaccino non contiene conservanti.

4. Quale intervallo si prevede tra la somministrazione della prima e della seconda dose?

L’autorizzazione provvisoria all’uso di Vaxzevria da parte di EMA e di AIFA prevede la somministrazione della seconda dose del vaccino in un intervallo compreso tra 28 e 84 giorni dalla prima somministrazione. Tuttavia, nuovi dati raccolti da studi in corso sembrano offrire l’opportunità di indicare un intervallo più lungo tra la prima e la seconda dose. In particolare i nuovi dati, pubblicati in febbraio 2021 in preprint sulla rivista ‘Lancet’, indicano un’efficacia dell’82% quando la seconda dose viene somministrata nel corso della dodicesima settimana.
Ecco perché AIFA ritiene utile indicare la somministrazione della seconda dose del vaccino Vaxzevria idealmente nel corso della dodicesima settimana e comunque a una distanza di almeno dieci settimane dalla prima dose.

5. Come sono stati condotti gli studi clinici?

La valutazione dell’efficacia clinica di Vaxzevria è basata sull’analisi intermedia dei dati di due studi clinici, tuttora in corso, che hanno incluso persone di età superiore ai 18 anni: lo studio COV002 di fase II/III e lo studio COV003 di fase III, condotti rispettivamente nel Regno Unito e in Brasile. L’87% dei partecipanti aveva un'età compresa tra 18 e 64 anni, il 13% era di età pari o superiore a 65 anni. Il 55,1% dei soggetti era costituito da donne. Gli studi non hanno coinvolto persone colpite da malattie gravi o non controllate, con immunosoppressione severa, le donne in gravidanza e le persone che già avevano avuto la malattia COVID-19.
Un totale di 6.106 partecipanti hanno ricevuto due dosi di Vaxzevria, mentre 6.090 partecipanti al gruppo di controllo hanno ricevuto o un vaccino meningococcico o una soluzione salina.
A causa di vincoli logistici, l'intervallo tra la dose 1 e la dose 2 variava da 3 a 23 settimane con l'86,1% dei partecipanti che ha ricevuto le due dosi entro un intervallo da 4 a 12 settimane.

6. Quanto è efficace?

Nei soggetti vaccinati con il regime posologico approvato (2 dosi a distanza di 4-12 settimane l’una dall’altra) sono stati osservati 64 casi di COVID-19 su 5.258 individui vaccinati e 154 casi su 5.210 del gruppo di controllo. Complessivamente l'efficacia vaccinale di Vaxzevria è risultata pari al 59,5% nel prevenire la malattia sintomatica. Nei partecipanti che presentavano una o più comorbilità, l'efficacia del vaccino è stata molto simile (58,3%).
Nei partecipanti che hanno avuto la seconda dose dopo 12 settimane dalla prima, l’efficacia dopo 14 giorni dalla seconda dose è stata dell’82,4% (vedi domanda "Quale intervallo si prevede tra la somministrazione della prima e della seconda dose?").
In tutti i partecipanti che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino, a partire da 22 giorni dopo la prima dose non si sono osservati casi di ospedalizzazione (0%, su 8.032), rispetto a 14 casi (0,2%, su 8.026), di cui uno fatale, segnalati per il controllo.

7. La protezione è efficace subito dopo l’iniezione?

La protezione inizia da circa 3 settimane dopo la somministrazione della prima dose di Vaxzevria e persiste fino a 12 settimane. Tuttavia, fino a 15 giorni dopo la somministrazione della seconda dose la protezione potrebbe essere incompleta. Inoltre, come accade con tutti i vaccini, anche la vaccinazione con Vaxzevria potrebbe non proteggere tutti i soggetti vaccinati.

8. Quali reazioni avverse sono state osservate nel corso degli studi sperimentali?

La maggior parte delle reazioni avverse segnalate è stata di severità lieve o moderata e solitamente gli eventi si sono risolti entro pochi giorni dalla vaccinazione.
Rispetto a quanto osservato nei partecipanti più giovani, reazioni avverse, che sono comunemente previste con la somministrazione di un vaccino, sono state generalmente meno frequenti e più lievi nei partecipanti con più di 65 anni.
Negli studi clinici le reazioni avverse gravi dopo somministrazione di Vaxzevria sono state molto rare.

9. Quali reazioni avverse sono state osservate durante la campagna vaccinale con Vaxzevria?

Le reazioni avverse più frequentemente osservate durante la campagna vaccinale in corso sono la febbre, il mal di testa, i dolori muscolari o articolari. Si tratta di reazioni non gravi, di entità lieve o moderata che, seppur fastidiose, si risolvono in poche ore o pochi giorni, spesso senza nemmeno ricorrere a trattamenti sintomatici (antidolorifico o simili).
Il tasso totale di segnalazioni ricevute per questo vaccino è riportato nei rapporti mensili sulle reazioni avverse pubblicate nella sezione dedicata del sito AIFA. Nel corso del mese di marzo 2021 il sistema di farmacovigilanza europeo ha ricevuto segnalazioni riguardanti eventi trombotici ed embolici successivi alla somministrazione del vaccino Vaxzevria.
L’EMA ha stabilito che i benefici del vaccino nel prevenire la malattia da COVID-19 (che a sua volta provoca problemi di coagulazione) superano abbondantemente i rischi, il vaccino non aumenta il rischio complessivo di eventi tromboembolici e non si riscontrano problemi riguardanti singoli lotti. Sono stati riscontrati rari eventi trombotici venosi in sedi inusuali, riconosciuti come possibili effetti indesiderati del vaccino Vaxzevria. Non sono stati confermati fattori di rischio predisponenti; poiché la maggior parte dei casi si sono verificati in persone di età inferiore ai 60 anni, il Ministero della Salute italiano ha raccomandato un uso preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni e stabilito che chi ha già ricevuto una prima dose del vaccino Vaxzevria possa completare il ciclo vaccinale col medesimo vaccino.

10. Come viene preparato e conservato il vaccino Vaxzevria?

Il vaccino può essere conservato per 6 mesi a temperature comprese tra 2°C e 8°C, se la confezione rimane integra. Dopo l’apertura del flaconcino può essere conservato in frigorifero (2°C - 8°C) per non più di 48 ore e a temperatura ambiente (inferiore a 30°C) per un massimo di 6 ore. Trascorso questo periodo di tempo, il prodotto deve essere smaltito.
I flaconcini multidose possono contenere 8 oppure 10 dosi anche se è possibile, utilizzando siringhe adeguate, ricavare una o più dosi aggiuntive complete da 0,5 ml. In nessun caso è richiesta la diluizione: la sospensione è pronta all’uso. Eventuali residui provenienti da flaconcini diversi, anche se appartenenti allo stesso numero di lotto, non dovranno mai essere mescolati.
Vaxzevria contiene organismi geneticamente modificati, come consentito dalla deroga ad alcune disposizioni della direttiva 2001/18/CE, approvata dal Parlamento europeo nel mese di luglio 2020. Il vaccino non utilizzato e i rifiuti derivati da questo medicinale devono essere comunque smaltiti in conformità alle linee guida per gli Ogm o i rifiuti a rischio biologico. Le eventuali fuoriuscite devono essere disinfettate utilizzando prodotti attivi contro l'adenovirus.

COVID-19 Vaccine Janssen

1. Che cos’è e a che cosa serve?

Il vaccino COVID-19 Janssen è un vaccino a vettore virale destinato a prevenire la malattia da SARS-CoV-2 (COVID-19) nelle persone di età pari o superiore ai 18 anni. È progettato per preparare il sistema immunitario a identificare e contrastare il SARS-CoV-2. 

2. Come viene somministrato?

COVID-19 Vaccine Janssen è somministrato come singola dose da 0,5 ml esclusivamente mediante iniezione per via intramuscolare nella parte superiore del braccio.

3. Che cosa contiene?

Il principio attivo è l'adenovirus modificato (Ad26.COV2-S) che contiene il codice genetico della proteina Spike di SARS-CoV-2. È un organismo geneticamente modificato. Gli ingredienti inattivi (eccipienti) sono: 2-idrossipropil-β-ciclodestrina (HBCD), Acido citrico monoidrato, Etanolo, Acido cloridrico, Polisorbato 80, Sodio cloruro, Sodio idrossido, Citrato trisodico diidrato, acqua per preparazioni iniettabili. Questo vaccino non contiene adiuvanti, conservanti, materiali di origine animale o tessuto fetale.

4. Come sono stati condotti gli studi clinici?

La valutazione dell’efficacia clinica di COVID-19 Vaccine Janssen è basata sull’analisi intermedia di uno studio clinico di fase III (COV3001), randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, attualmente ancora in corso, condotto negli Stati Uniti, in Sudafrica e in diversi paesi dell’America latina per valutare l’efficacia, la sicurezza e l’immunogenicità di una dose singola di COVID-19 Vaccine Janssen per la prevenzione di COVID-19 in adulti di età pari o superiore a 18 anni. 
Un totale di 21.895 adulti ha ricevuto COVID-19 Vaccine Janssen, mentre 21.888 adulti hanno ricevuto il placebo, cioè un prodotto identico in tutto e per tutto al vaccino, ma non attivo. I partecipanti sono stati seguiti per una mediana di 58 giorni (intervallo: 1-124 giorni) dopo la vaccinazione.
Sul totale dei partecipanti allo studio, l’efficacia del vaccino è stata però valutata su un campione di 39.321 individui (19.630 di coloro che hanno ricevuto il vaccino e 19.691 a cui è stato somministrato il placebo). Il 79,7% dei partecipanti che hanno ricevuto il vaccino aveva un’età compresa tra 18 e 64 anni, il 20,3% era di età pari o superiore a 65 anni. Il 44,3% dei soggetti erano donne; il 39,9% dei partecipanti presentava almeno una comorbidità associata ad aumentato rischio di progressione a COVID-19 severa.

5. Quanto è efficace?

Quattordici giorni dopo la vaccinazione, nelle persone vaccinate sono stati osservati 116 casi di COVID-19 su 19.630 a fronte dei 348 casi sui 19.691 del gruppo di controllo. Pertanto, l’efficacia vaccinale di COVID-19 Vaccine Janssen è risultata pari al 66,9% nel prevenire la malattia COVID-19 sintomatica da moderata a grave/critica. Il risultato include le persone di età uguale o superiore ai 60 anni. 
L’efficacia osservata è stata del 66,1% dopo 28 giorni dalla vaccinazione (66 casi osservati tra le persone che avevano ricevuto il vaccino COVID-19 Janssen da almeno 28 giorni, rispetto a 193 casi nel gruppo placebo). Inoltre, a 14 giorni dalla vaccinazione, si sono verificati 14 casi severi nel gruppo delle persone vaccinate e 60 casi nel gruppo di controllo (efficacia 76,7% nel prevenire la malattia grave/critica), mentre dopo 28 giorni si sono verificati 5 casi nel gruppo vaccinato e 34 nel gruppo placebo (efficacia 85,4%). 
Tra le persone che hanno presentato malattia severa a 14 giorni dalla vaccinazione - 14 tra i vaccinati e 60 del gruppo placebo - rispettivamente 2 e 6 casi hanno richiesto ospedalizzazione. Tre persone sono decedute (tutte nel gruppo placebo). Complessivamente, l’efficacia del vaccino è stata simile nei diversi gruppi analizzati in base a età, presenza di comorbidità, sesso ed etnia.

6. La protezione è efficace subito dopo l’iniezione?

La protezione con COVID-19 Vaccine Janssen inizia circa 14 giorni dopo la vaccinazione.

7. Quali reazioni avverse sono state osservate nel corso degli studi sperimentali?

La maggior parte delle reazioni avverse segnalate è stata di severità lieve o moderata e solitamente gli eventi si sono risolti entro pochi giorni dalla vaccinazione.
Rispetto a quanto osservato nei partecipanti più giovani, le reazioni avverse, che sono comunemente previste con la somministrazione di un vaccino, sono state generalmente meno frequenti e più lievi nei partecipanti con più di 65 anni. Rari effetti indesiderati (che si sono verificati in meno di 1 su 1.000 persone) sono stati l'ipersensibilità (allergia) e reazioni allergiche cutanee (orticaria).
Negli studi clinici le reazioni avverse gravi dopo somministrazione di COVID-19 Vaccine Janssen sono state molto rare. 

8. Quali reazioni avverse sono state osservate durante la campagna vaccinale con Janssen?

Il 13 aprile 2021, aderendo a un principio di massima precauzione, dopo oltre 6 milioni e 800 mila vaccinazioni, la FDA ha raccomandato una pausa nell’uso del vaccino Janssen, a seguito di casi segnalati di un tipo raro e grave di coaguli di sangue in persone che avevano ricevuto il vaccino. In questi casi, è stato osservato un tipo di coagulo di sangue chiamato trombosi del seno venoso cerebrale (CVST) in combinazione con bassi livelli di piastrine (trombocitopenia). Tutti e sei i casi hanno interessato donne di età compresa tra 18 e 48 anni e i sintomi si sono verificati tra i 6 e i 13 giorni dopo la vaccinazione. 

In attesa della decisione di EMA, Johnson&Johnson ha deciso autonomamente di sospendere l’invio delle dosi in Unione europea. 

Il 20 aprile il Comitato per la Valutazione del Rischio in Farmacovigilanza  (PRAC)  di EMA ha ritenuto i benefici del vaccino Janssen superiori ai rischi e ha confermato l’autorizzazione per tutta la popolazione over 18 anni.

In Italia, Il Ministero della Salute, acquisito il parere della Commissione Tecnico Scientifica di AIFA, ne ha consigliato l’uso per le persone di età superiore ai 60 anni.

9. Come viene preparato e conservato il vaccino Janssen?

Il vaccino può essere conservato per 2 anni a una temperatura compresa tra -25 °C e -15 °C, se la confezione rimane integra. Una volta rimosso dal congelatore, il flaconcino del vaccino non aperto può anche essere conservato in frigorifero a una temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C, protetto dalla luce, per un singolo periodo di massimo 3 mesi, senza superare la data di scadenza stampata sulla confezione. Una volta scongelato, il vaccino non deve essere ricongelato.
Dopo l’apertura il vaccino può essere conservato a una temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C per un massimo di 6 ore oppure rimanere a temperatura ambiente (non superiore a 25°C) fino a 3 ore dopo la prima perforazione del flaconcino.
Il flaconcino multidose contiene 5 dosi da 0,5 ml, in nessun caso è richiesta la diluizione. Eventuali residui provenienti da flaconcini diversi, anche se appartenenti allo stesso numero di lotto, non dovranno mai essere mescolati.
COVID-19 Vaccine Janssen contiene organismi geneticamente modificati, come consentito dalla deroga ad alcune disposizioni della Direttiva 2001/18/CE, approvata dal Parlamento europeo nel mese di luglio 2020. Il vaccino non utilizzato e i rifiuti derivati da questo medicinale devono essere comunque smaltiti in conformità alle linee guida per gli Ogm o i rifiuti a rischio biologico. Le eventuali fuoriuscite devono essere disinfettate utilizzando prodotti attivi contro l'adenovirus.

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