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Il Tavolo Tecnico Indisponibilità

Il Tavolo Tecnico Indisponibilità

Il Tavolo Tecnico Indisponibilità (TTI) è stato istituito nel 2015 su iniziativa dell’AIFA, coinvolgendo il Ministero della Salute, la Regione Lazio e il Comando Carabinieri NAS, con l’iniziale obiettivo di sviluppare un progetto pilota finalizzato a condividere e intensificare le attività di vigilanza sulla concreta applicazione delle norme vigenti in materia di distribuzione dei medicinali attraverso controlli sul territorio.

L'istituzione del Tavolo ha rappresentato il punto di partenza per la realizzazione di iniziative condivise sulle problematiche che determinano difficoltà o criticità di accesso ai medicinali sul territorio nazionale, coinvolgendo le istituzioni, gli enti locali e le associazioni rappresentative delle categorie di operatori che, a diverso titolo, svolgono una funzione chiave nel settore del farmaco.

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L'obiettivo del Tavolo Tecnico Indisponibilità è garantire il corretto funzionamento del sistema distributivo, prevenendo e limitando le distorsioni del mercato dei medicinali, attraverso l'intensificazione delle attività di vigilanza, a tutela non solo dei pazienti, ma anche di tutti gli operatori che svolgono la propria attività con rigore e correttezza. Le iniziative del TTI mirano quindi ad arginare le distorsioni che spogliano il mercato di farmaci spesso fondamentali, sottraendoli alla disponibilità dei cittadini, e impedire a operatori borderline di violare apertamente, eludere o ignorare le norme vigenti.

L'8 settembre 2016 Ministero della Salute, AIFA, Regione Lazio e Regione Lombardia e le principali associazioni di settore (Farmindustria, AssoGenerici, Federfarma, Federfarma Servizi, Associazione Distributori Farmaceutici (ADF) e Assoram) hanno sottoscritto il Testo Condiviso sulla Distribuzione dei Medicinali (TCDM). Si sono aggiunti in seguito (7 ottobre 2016) le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, Assofarm, Associazione Importatori Paralleli, Farmacieunite e la Federazione Ordini Farmacisti Italiani (Fofi).

Ciò ha permesso di portare a compimento la prima fase di attività del TTI, mostrando le opportunità offerte dal confronto tra istituzioni ed enti sanitari da un lato, e la filiera produttiva e distributiva del farmaco dall’altro, dando la possibilità di perseguire l’interesse pubblico attraverso un’iniziativa fondata sulla collaborazione e condivisione, che metta il sistema in grado di reagire in modo autonomo e proattivo alle pratiche scorrette di operatori non allineati, limitandone gli effetti distorsivi nel mercato farmaceutico a danno della collettività.

Il TTI ha progressivamente ampliato numero e tipologia di partecipanti (la Provincia di Bolzano, l’ATS Brianza, la Sifo, l’Assogastecnici, il Centro Nazionale Sangue, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), il Consorzio DAFNE) impostando e sviluppando fruttuosi progetti di collaborazione su ulteriori temi di particolare interesse, quali ad esempio:

  • l’individuazione della base di riferimento delle referenze per il calcolo del 90% della dotazione minima di farmaci prevista dalla legge in capo ai grossisti;
  • la collaborazione inter-istituzionale nei picchi di emergenza sanitaria durante la pandemia;
  • l’intelligence e la condivisione dei dati sui furti di medicinali;
  • i sistemi e gli strumenti di tracciabilità dei farmaci in Italia e all’estero per monitorarne le movimentazioni e limitarne la massiccia esportazione parallela;
  • il vaglio delle carenze di medicinali di maggior rilevanza per razionalizzarne la gestione;
  • lo svolgimento delle ispezioni sul territorio;
  • la discussione sui profili di revisione della attuali buone pratiche di distribuzione (GDP).

Uno degli aspetti più temuti dell’emergenza COVID-19, fin dai primi momenti, è stata la possibile carenza di farmaci che l’impatto dell’epidemia avrebbe potuto produrre, con picchi di domanda che avrebbero reso pressoché impossibile un uso razionale delle risorse terapeutiche disponibili.

Il fenomeno che in altri Paesi ha prodotto problematiche rilevanti per difetti di coordinamento che hanno impedito l'ottimizzazione dell'uso delle (limitate) risorse, in Italia è stato fortemente ridotto grazie alla collaborazione tra Regioni e Province autonome, AIFA e aziende.

Il modello "reattivo" applicato e i risultati positivi conseguiti nella gestione dell'emergenza, attraverso la costituzione di un sistema di reti operative, sono riepilogati in un documento condiviso tra Regioni e Province autonome, AIFA e associazioni, che pubblichiamo come spunto per la costituzione di quei futuri sistemi "preventivi" che dovranno aiutarci a preparare la rete alle possibili crisi future.

AIFA coglie l'occasione per ringraziare tutti i referenti delle Regioni e Province Autonome e delle associazioni per la collaborazione incondizionata fornita durante l'emergenza.

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