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Studio italiano comparativo di efficacia fra azatioprina ed interferoni beta nella sclerosi multipla

Nella sclerosi multipla recidivante remittente (SMRR) il farmaco generico azatioprina ha un‘efficacia almeno equivalente a quella degli interferoni beta, i farmaci più frequentemente utilizzati per la stessa indicazione e un profilo diverso ma complessivamente equivalente di tollerabilità.

Questo è il messaggio centrale del lavoro intitolato Azathioprine versus Beta Interferons for relapsing-remitting multiple sclerosis: a multicentre randomized non-inferiority trial (pubblicazione on line, 17 Novembre 2014), recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Plos One.

Lo studio è di particolare interesse per l’AIFA e quindi per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) italiano in quanto: l’azatioprina è un farmaco generico e pertanto di costo basso, mentre gli interferoni beta sono farmaci biologici ancora branded, molto costosi; - lo studio è interamente italiano, è stato coordinato dai neurologi dell’AOU Careggi di Firenze e dell’Istituto Neurologico C. Besta di Milano ed è stato finanziato dai “bandi per la Ricerca Clinica Indipendente dell’AIFA”.

L’azatioprina è un farmaco orale indicato da molti decenni per la prevenzione del rigetto del trapianto d’organo e per alcune malattie autoimmuni. Tra queste, in molti paesi europei e fino ad alcuni anni fa anche in Italia, era inclusa la sclerosi multipla. Tuttavia a causa di una diffusa percezione di maggiore efficacia degli interferoni beta rispetto a quella dell’azatioprina (gli studi su questa furono svolti in anni precedenti quando le metodologie di studio erano meno sviluppate), dagli anni ‘90 questa è stata gradualmente abbandonata per tale indicazione e, a causa della scadenza del brevetto, nessuno fino ad oggi ha più rivalutato a fondo tale farmaco con metodologie più moderne.

I dati dello studio appena pubblicato indicano invece che l'azatioprina rappresenta un'ulteriore e credibile opzione per il trattamento della SMRR, specialmente considerando lo specifico profilo di tollerabilità, la maneggevolezza della somministrazione orale ed il basso costo di questo farmaco.  Occorre sottolineare infatti che anche se in Italia la SMRR non è compresa tra le indicazioni dell’azatioprina, tale farmaco è approvato per "uso consolidato" nella più ampia indicazione di "malattie autoimmuni a carattere neurologico", ed è pertanto prescrivibile e rimborsabile dal SSN ex lege 648, senza necessità di report periodici all’AIFA. Tuttavia, grazie ad un profilo di tollerabilità profondamente diverso, gli interferoni beta continueranno certamente ad essere ampiamente utilizzati nella SMRR, in particolare nei pazienti che non tollereranno bene né l’azatioprina nè gli altri farmaci orali di prima linea recentemente approvati a livello europeo.

Se quindi alla luce dei dati sopra riportati, i pazienti con SMRR potranno essere trattati più appropriatamente, una buona percentuale di pazienti è candidata a ricevere in futuro azatioprina. Questo oltre ad un miglioramento della qualità della vita degli interessati determinerebbe un risparmio annuale per il SSN dell’ordine di alcune decine di milioni euro, in quanto i farmaci di prima linea approvati specificamente per la SMRR (attualmente interferoni beta e glatiramer acetato e, tra alcuni mesi, probabilmente anche i nuovi farmaci orali), costano su base annua mediamente più di 15 volte dell'azatioprina, per un costo complessivo per il SSN di circa € 300 milioni/anno.

Questi dati confermano infine l’utilità della ricerca clinica indipendente, specialmente per studi comparativi su cui l’industria farmaceutica non ritiene conveniente investire, che migliorano l’appropriatezza prescrittiva anche senza aumentare i costi per il SSN.

Prof. Luca Massacesi, Dipartimento Neuroscienze, Università di Firenze.


Pubblicato il: 21 novembre 2014

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