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"Unite to End Tuberculosis": l'appello dell'OMS in occasione del World TB Day - "Unite to End Tuberculosis": l'appello dell'OMS in occasione del World TB Day

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"Unite to End Tuberculosis": l'appello dell'OMS in occasione del World TB Day

In occasione della Giornata contro la Tubercolosi (TB), che si celebra oggi in tutto il mondo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) chiama tutti i Paesi e i partner ad unirsi per porre fine a una malattia che continua a costituire un problema di sanità globale.

Oggi la tubercolosi, nonostante i progressi della scienza medica, continua a mietere vittime nel mondo, soprattutto in alcune zone geografiche e nei soggetti immunodepressi. Un’ulteriore sfida è rappresentata dalla tubercolosi multiresistente (MDR-TB), una forma difficilmente curabile che non risponde ai principali farmaci antitubercolari.

L'appello dell’OMS coincide con l'ingresso nell'era degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibili (SDGs, Sustainable Development Goals). Porre fine alla tubercolosi entro il 2030 è uno degli obiettivi di sviluppo del Millennio e la finalità della cosiddetta WHO End TB Strategy.

Si tratta di un obiettivo molto ambizioso. Infatti, nonostante ci siano stati significativi progressi nella lotta contro la tubercolosi, con 43 milioni di vite salvate dal 2000, la battaglia è vinta solo a metà: oltre quattromila persone perdono la vita ogni giorno a causa di questa malattia infettiva. Le comunità maggiormente colpite sono quelle più povere, vulnerabili ed emarginate.

Secondo l’ultimo Rapporto sulla Tubercolosi dell’OMS, nel 2014 circa 9,6 milioni di persone si sono ammalate di tubercolosi, inclusi 1,2 milioni di pazienti già affetti da HIV; 480.000 persone hanno sviluppato una forma di tubercolosi resistente. Nel 2014 i decessi legati alla malattia sono stati 1,5 milioni; il 95% delle morti da tubercolosi si sono verificate nei Paesi a basso e medio reddito. La mortalità da tubercolosi si è comunque ridotta del 47% dal 1990 al 2015.

Molti tra i 30 Paesi con il più alto tasso di tubercolosi (oltre l'85% dell'incidenza globale) stanno rafforzando le agende strategiche dei propri programmi di lotta alla tubercolosi, con l'adozione di strumenti più avanzati, estendendo l'accesso alle cure e cercando di ridurre i costi finanziari a carico dei pazienti. Altri Paesi stanno collaborando con i ricercatori per accelerare lo sviluppo di test diagnostici, farmaci e vaccini.

Ad esempio l'India, il Paese con il più alto numero di malati di tubercolosi e con la maggior presenza di tubercolosi multiresistente, si è impegnata a raggiungere l'accesso universale alle cure per la malattia con una «Campagna per un’India TB-Free». Il Ministero della Salute e del Benessere della Famiglia sta adottando misure per testare rapidamente i pazienti per la tubercolosi resistente ai farmaci e sta iniziando l'uso di bedaquilina, un nuovo farmaco raccomandato dall'OMS per il trattamento della tubercolosi multiresistente.

Il Sudafrica ha notevolmente ampliato l'accesso a Xpert MTB/RIF, un test molecolare rapido per la tubercolosi e la tubercolosi resistente ai farmaci raccomandato dall’OMS; i pazienti affetti da HIV ricevono un trattamento preventivo per la tubercolosi. In Thailandia gli sforzi sono concentrati sulla necessità di garantire che tutti i residenti, inclusi i migranti, abbiano accesso al trattamento per la tubercolosi.

Nella Federazione Russa un gruppo di lavoro istituito tra le istituzioni governative ha rafforzato le politiche di lotta alla tubercolosi nel corso degli ultimi 15 anni; negli ultimi dieci anni il tasso di mortalità da tubercolosi è sceso di oltre il 50%. Brasile e Vietnam stanno investendo in attività di ricerca per ridurre l’incidenza della malattia: il Brasile ha costituito una rete nazionale di ricercatori che sta lavorando su studi clinici e priorità di ricerca operative; il Vietnam ha dato vita a  VITTORIA (Viet Nam Integrated Centre for Tuberculosis and Respirology Research), un partenariato di ricerca che sta sviluppando strumenti per interventi contro la tubercolosi multiresistente.

In Europa, secondo gli ultimi dati diffusi dal Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC), nel 2014 si sono registrati 340.000 casi di tubercolosi, con un calo del 4,3% dal 2010 al 2014. Purtroppo, però, se da una parte diminuiscono i casi della classica tubercolosi, dall'altra aumentano quelli multiresistenti: un quarto dei 480.000 pazienti nel mondo malati di tubercolosi con resistenza multifarmaco si sono infatti registrati proprio in Europa.

Nonostante tutti i progressi, restano quindi da affrontare le sfide costituite da sistemi di salute fragili, vincoli finanziari e gravi co-epidemie con l'HIV e il diabete. Inoltre, è essenziale un'azione urgente ed efficace per affrontare la resistenza antimicrobica. Ogni singolo Stato dovrebbe impegnarsi a prendersi cura delle fasce più povere ed emarginate della società, poiché maggiormente vulnerabili alla tubercolosi, soprattutto quella con resistenza multifarmaco.

Secondo l’OMS l'obiettivo della scomparsa della tubercolosi potrà essere raggiunto soltanto attraverso una maggiore collaborazione tra i governi, i partner della società civile, le comunità, i ricercatori, il settore privato e le agenzie di sviluppo e attraverso maggiori finanziamenti per la messa in atto dei programmi e la ricerca. Questa è la chiave per porre fine alla tubercolosi entro il 2030.

Leggi la notizia sul sito dell’OMS

Leggi il comunicato ECDC-OMS Europa

World TB Day sul sito dell’OMS

World TB Day sul sito dell’ECDC


Pubblicato il: 24 marzo 2016

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