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In arrivo una nuova nomenclatura per i farmaci neuropsichiatrici

“Il 2015 sarà l’anno in cui cambierà la nomenclatura dei farmaci utilizzati per il trattamento dei disturbi psichiatrici. O meglio, verrà adottato un approccio guidato dalla scienza piuttosto che dall’inerzia o dal marketing”. È quanto afferma Guy Goodwin, Presidente dello European College of Neuropsychopharmacology (ECNP) - in un messaggio postato sul suo blog.

La nuova terminologia, denominata NbN (Neuroscience-based Nomenclature), è stata presentata lo scorso mese di ottobre a Berlino durante la Conferenza dello European College of Neuropsychopharmacology ed è il risultato di un progetto ambizioso intrapreso da ECNP in collaborazione con ACNP (American College of Neuropsychopharmacology), CINP (Collegium Internationale Neuro-Psychopharmacologicum), AsCNP (Asian College of Neuropsychopharmacology) insieme a IUPHAR (International Union of Basic and Clinical Pharmacology), per riformare una nomenclatura ritenuta ormai sorpassata e inutile. Il lancio della nuova terminologia segna l’inizio di un processo di discussione e negoziazione tra accademici, medici, aziende farmaceutiche e organismi regolatori.

Teoricamente la nomenclatura farmacologica dovrebbe tenere conto delle conoscenze scientifiche contemporanee, aiutare i medici a formulare una prescrizione informata e migliorare l’aderenza dei pazienti al piano terapeutico. La classificazione corrente dei farmaci psichiatrici, secondo la task force che ha coinvolto le maggiori Società scientifiche mondiali del settore, non rispecchia però alcuno di questi criteri.

La nomenclatura attualmente utilizzata risale agli anni ’60 e pochi, tra i farmaci usati comunemente per il trattamento dei disturbi psichiatrici, hanno un nome che realmente ne descriva il meccanismo d’azione; anzi, spesso i nomi dei farmaci attualmente in uso possono causare incertezze e dubbi. La terminologia esistente che si riferisce alla chimica (triciclici, tetraciclici, fenotiazine, butirrofenoni, benzamidi, benzodiazepine) ha il pregio della neutralità, ma ha il difetto di non trasmettere alcuna informazione utile. A questa si sovrappone una classificazione primaria per indicazione: antidepressivi, antipsicotici, stabilizzatori dell’umore, ansiolitici, analgesici, stimolanti, a cui spesso si aggiungono aggettivi come “atipico”, “convenzionale”, “di seconda generazione”, ecc.

Le indicazioni principali della maggior parte dei farmaci psichiatrici non sono univoche: nel caso degli antidepressivi, ad esempio, molti sono efficaci ansiolitici o antidolorifici. Un certo numero di antipsicotici sono efficaci nella depressione resistente; alcuni stabilizzatori dell'umore sono anche anticonvulsivi.

La “rivoluzione linguistica” proposta dagli esperti internazionali consiste nel passaggio dalle definizioni fondate essenzialmente sui sintomi a quelle basate sulle caratteristiche farmacologiche del prodotto e sulle modalità d’azione. Con la nuova nomenclatura il paziente non sarà più indotto in confusione dal fatto di dover assumere un farmaco apparentemente indicato per una patologia diversa dalla propria: ciò dovrebbe avere un riflesso positivo anche nell’aderenza alle prescrizioni.

Il principio guida della nuova nomenclatura è di facile intuizione: se esiste più di un farmaco per una particolare indicazione occorre essere nelle condizioni di poter utilizzare un classificatore che possa sottolineare le proprietà, le modalità di azione o le indicazioni di un determinato medicinale. ECNP, ACNP, CINP e AsCNP propongono un sistema multi-assiale che sembra offrire vantaggi per medici, pazienti,  ricercatori, Autorità regolatorie e industria: target farmacologico primario, modalità d’azione, indicazioni approvate, efficacia e principali effetti collaterali, descrizione neurobiologica. “In questo modo - afferma Guy Goodwin - si potrà rendere giustizia alla complessità farmacologica dei farmaci neuropsichiatrici in modo da sottolineare come agiscono a livello cellulare, molecolare e sistemico, pur riconoscendone le azioni cliniche e gli effetti avversi”.

La nuova nomenclatura verrà supportata da una app, già scaricabile gratuitamente sia per Android sia per Ios, che permetterà di cercare i farmaci sia con le vecchie categorie sia con le nuove e che consentirà la traduzione in molte lingue. La app, il cui sviluppo verrà monitorato da ECNP, potrà aiutare gli specialisti a fare le scelte terapeutiche appropriate e i pazienti a essere correttamente informati.


Pubblicato il: 24 marzo 2015

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