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Asma in gravidanza: sì a fluticasone per uso topico/inalatorio

A seguito della continua revisione della letteratura medica per l’aggiornamento delle schede del sito Farmaci e Gravidanza a cura dell’AIFA sono disponibili nuove informazioni sulle terapie farmacologiche per il trattamento dell’asma.

In particolare, viene inserito il fluticasone tra i corticosteroidi inalatori nella terapia di fondo, sia in gravidanza che in allattamento ed è ora pubblicata sul sito una scheda dedicata. Assunto per via topica/inalatoria, il fluticasone ha minimi effetti a livello sistemico. I dati disponibili in campo umano, su limitati campioni di donne trattate per via inalatoria/topica nel primo così come nel secondo e terzo trimestre di gravidanza, non hanno evidenziato un aumento di anomalie congenite nei nati esposti, rispetto all’atteso.

L’asma in gravidanza si caratterizza per una maggiore instabilità funzionale e clinica, che spesso rende difficile il controllo della malattia. Infatti, circa un terzo delle pazienti va incontro a riacutizzazione durante la gravidanza e l’asma che prima era di entità moderato-severa può evolvere verso stadi di maggiore gravità. In virtù dei cambiamenti ormonali, il primo e l’ultimo mese di gravidanza comportano un minore rischio di riacutizzazione asmatica, mentre il secondo ed il terzo trimestre sono a maggior rischio. Solo il 10% delle gravide va incontro a peggioramento del quadro asmatico durante il travaglio ed il parto, mentre, solitamente dopo tre mesi dal parto, si verifica una remissione della sintomatologia con ripristino della condizione precedente alla gravidanza.

L’asma materno in corso di gravidanza è stato associato ad un maggiore rischio di pre-eclampsia, di basso peso alla nascita, di parto prematuro e di mortalità perinatale, nonché ad un lieve aumento del rischio di specifiche anomalie congenite (gastroschisi, atresia anale, anomalie facciali), anche se non è stato definito se tale aumento è correlabile con i farmaci assunti dalla madre durante il primo trimestre o alla stessa malattia materna.

Il trattamento dell’asma si basa sull’identificazione e riduzione dell’esposizione a specifici fattori di rischio che causano gli attacchi d’asma e sulla terapia farmacologica. Quest’ultima ha l’obiettivo di mantenere un’adeguata ossigenazione al feto evitando riacutizzazione della sintomatologia materna.

Tra i farmaci di prima scelta per la terapia di fondo vi sono:

  • Corticosteroidi inalatori: Budesonide, Beclometasone, Fluticasone
  • Cromoni inalatori: Sodio Cromoglicato
  • Beta2-agonisti a lunga durata di azione: Salmeterolo e Formoterolo
  • Corticosteroidi sistemici: Prednisolone, Prednisone, Metilprednisolone
  • Metilxantine a lento rilascio: Teofillina

Mentre per la terapia sintomatica possono essere impiegati:

  • Beta2-agonisti a breve durata di azione: Salbutamolo
  • Anticolinergici inalatori: Ipratropio Bromuro
  • Metilxantine a breve durata d’azione: Aminofillina
  • Adrenalina

Per maggiori informazioni consulta la scheda su Asma in gravidanza e quelle dei relativi farmaci associati


Pubblicato il: 25 febbraio 2016

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