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NICE riassume le evidenze per la fidamoxicina nell’infezione da Clostridium difficile

Il National Institute for Health and Clinical Excellence (NICE) britannico ha pubblicato un sommario di evidenze sull’uso della fidamoxicina, il primo di una nuova classe di antibiotici, recentemente autorizzati dall’Agenzia Europea per i medicinali (EMA), nel trattamento dell’infezione da Clostridium difficile (CDI).

La fidamoxicina, una volta assunta, agisce localmente nei batteri Clostridium difficile presenti nell’intestino e agisce bloccando l’enzima batterico RNA polimerasi, che viene usato per produrre l'RNA di cui i batteri necessitano per produrre proteine. In questo modo si arresta la crescita e la moltiplicazione del batterio.

Le linee guida attuali della Health Protection Agency (HPA) consigliano il metronidazolo come terapia di prima classe in CDI da lieve a moderata e la vancomicina nei casi più gravi. La fidamoxicina non è stata comparata al metronidazolo negli studi clinici.

I risultati di due trial in doppio cieco, randomizzati e controllati, indicano che è non-inferiore alla vancomicina nel curare i pazienti affetti da CDI da moderata a grave. Il suo profilo di effetti collaterali appare simile a quella della vancomicina e potrebbe avere vantaggi nel ridurre il tasso di recidiva.

Nel considerare l’uso della fidamoxicina, si dovrebbe tener conto dei potenziali benefici, delle necessità terapeutiche e dei rischi del trattamento, oltreché del costo relativamente elevato in confronto ad altri trattamenti per CDI.

Leggere il sommario completo del NICE

Leggere lo studio apparso su Lancet


Pubblicato il: 30 luglio 2012

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