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Nuova revisione su efficacia trapianto fecale per combattere C. Difficile

Una nuova revisione pubblicata su Annals of Internal Medicine conferma l’efficacia e la sicurezza del trapianto fecale come strumento per combattere l’infezione intestinale causata dal Clostridium difficile.

Il trapianto fecale, noto anche come batterioterapia fecale, è una procedura che comporta la rimozione di feci da un donatore sano e l’infusione di quel campione - e di tutti i batteri sani in esso contenuti - nell'ambiente microbico del paziente malato.

In particolare, la revisione ha concluso che per le infezioni ricorrenti causate dal batterio C. difficile l'intervento ha avuto successo nell’85 per cento dei casi. Il trapianto fecale ha anche aiutato il 55 per cento dei pazienti per i quali i trattamenti farmacologici norma non erano stati efficaci.

Lo studio, finanziato dal Department of Veteran Affairs degli Stati Uniti, ha esaminato i risultati di due studi randomizzati e controllati e 33 casi clinici non controllati che hanno coinvolto più di 500 pazienti sottoposti a trapianto fecale per il C. difficile.

Il trapianto, secondo gli autori, sembra essere efficace, e causerebbe pochi effetti collaterali a breve termine.

I ricercatori hanno sottolineato che i dati a disposizione sono ancora esili e non esistono prove sufficienti per la stesura di linee guida su come determinare i candidati donatori ideali, su come identificare i metodi di preparazione ideale, o il modo migliore per fornire le feci ai pazienti.

"Penso che questa sarà una zona calda per il futuro", ha affermato l’autore senior dello studio Dimitri Drekonja. "Ma le evidenze che abbiamo raccolto finora non soddisfano i criteri dell’FDA, il che significa che se si trattasse di comune farmaco in fase di sviluppo e venisse sottoposto all’autorità regolatoria per l'approvazione, con le informazioni che ora abbiamo non sarebbe autorizzato".

"C. difficile è un'infezione intestinale sempre più comune, di solito, ma non sempre, innescata da precedente uso di antibiotici e caratterizzata da diarrea acuta", ha spiegato ancora Drekonja. “In generale, l'infezione " ha aggiunto “può essere trattata in maniera facile e il 90 per cento delle persone migliora".

"Oggi purtroppo l’infezione", ha rivelato Drekonja “ha un tasso di recidiva anche del 30 per cento. Per questo nel corso degli ultimi 15 anni, e in particolare negli ultimi tre-cinque anni, l'interesse per il trapianto fecale è cresciuto. In questo momento si tratta di una procedura di sperimentazione e invasiva, e la maggior parte dei dati che abbiamo deriva da case report che possono essere pienamente rappresentativi o meno. Ma la nostra revisione, che comprende due recenti studi controllati di alta qualità, sembra confermare la gran parte risultati positivi".

Leggi lo studio su Annals of Internal Medicine


Pubblicato il: 12 maggio 2015

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