Agenzia Italiana del Farmaco Agenzia Italiana del Farmaco

Associazione tra la concentrazione inibente minima di vancomicina e mortalità tra i pazienti con infezioni del flusso sanguigno da Staphylococcus aureus - Associazione tra la concentrazione inibente minima di vancomicina e mortalità tra i pazienti con infezioni del flusso sanguigno da Staphylococcus aureus

Aggregatore Risorse

Associazione tra la concentrazione inibente minima di vancomicina e mortalità tra i pazienti con infezioni del flusso sanguigno da Staphylococcus aureus

Un gruppo di ricerca del Medical Center dell'Università del Nebraska ha concluso che la vancomicina, un antibiotico introdotto isolato per la prima volta nel 1953, è ancora efficace nel trattamento delle infezioni del sangue da Staphylococcus aureus e che i medici dovrebbero continuare a utilizzarlo nonostante la disponibilità di diversi antibiotici più recenti.

La ricerca è stata pubblicata sul Journal of American Medical Association (JAMA).

Lo Staphylococcus aureus figura tra le più comuni cause di infezioni associate all'assistenza sanitaria in tutto il mondo ed è causa di una vasta gamma di infezioni, tra cui la batteriemia da S. Aureus (SAB).

Per più di 50 anni, riportano gli autori, la terapia primaria per le infezioni da Staphylococcus aureus prevedeva penicilline semisintetiche o vancomicina.

Negli ultimi anni, nell'assistenza primaria i medici hanno registrato infezioni un aumento della concentrazione minima inibente (MIC), il minor livello di concentrazione di un agente antimicrobico in corripondenza del quale inibisce la crescita di un microrganismo.

Valori di MIC inferiore a 4 mg/L indicano che la stafilococco è sensibile alla vancomicina. Tuttavia, quando il valore di MIC supera 1,5 mg/L, alcuni medici lo interpretano come un'indicazione che la vancomicina potrebbe non funzionare alla massima efficacia.

Questa condizione viene definita come vancomicina "MIC strisciante". E 'un indicatore che i batteri potrebbero aver sviluppato una ridotta sensibilità alla vancomicina. Si sono verificate anche segnalazioni che suggeriscono che l'innalzamento di valori di MIC di vancomicina possono essere associate ad un aumento dei casi di fallimento del trattamento.

Per determinare l'efficacia della vancomicina e di altri antibiotici più recenti usati per trattare lo Staphylococcus aureus, il team ha analizzato quasi 8.300 episodi di infezioni del sangue da Staphylococcus aureus verificatesi in pazienti negli Stati Uniti e in diversi altri Paesi.

Gli studiosi hanno condotto un'analisi sistematica delle prove, durata due anni, per quanto riguarda l'associazione dell'elevazione del livello di MIC della vancomicina con la mortalità nei pazienti colpiti da SAB. Su 8.291 episodi di SAB studiati, la mortalità complessiva è stata del 26,1 per cento.

Il rischio assoluto di mortalità aggiustato tra i pazienti affetti da SAB con alti livelli di MIC per la vancomicina non era statisticamente differente da pazienti con SAB e bassi livelli di MIC.

Negli studi che hanno incluso solo infezioni da Staphylococcus aureus (MRSA) meticillino-resistenti, la mortalità tra gli episodi  di SAB in pazienti con livelli alti di MIC nella vancomicina è stata del 27,6 per cento, a fronte di una mortalità del 27,4 per cento tra i pazienti con livelli bassi di MIC.

"Lo studio fornisce una forte evidenza di quanto la vancomicina rimanga estremamente utile", ha affermato Andre Kalil, autore principale dello studio. "Anche se la vancomicina è un farmaco più vecchio, è ancora molto efficiente contro lo stafilococco. Non esistono nuovi antibiotici disponibili per trattare le infezioni da Staphylococcus aureus, ma questo studio dimostra che i medici non hanno necessariamente bisogno di passare a questi nuovi farmaci, quando la MIC è elevata, ma ancora nel range di sensibilità" ha aggiunto Kalil.

"La prevenzione di un passaggio rapido a nuovi farmaci ha un altro grande vantaggio per i nostri pazienti" ha sottolineato Kalil "una minore esposizione non necessaria a questi farmaci, che si tradurrà in una riduzione dello sviluppo di resistenze agli antibiotici".

Dr. Kalil ha affermato che lo studio potrebbe avere implicazioni per la pratica clinica e la sanità pubblica, tra cui:

  • che le soglie della MIC della la vancomicina molto probabilmente non hanno bisogno di essere abbassate;
  • la differenziazione di routine dei valori di MIC tra 1 mg/L e 2 mg/L potrebbe essere superfluo;
  • l'uso di agenti anti-stafilococco alternativi non può essere richiesto per isolati di Staphylococcus aureus con valori elevati di MIC per la vancomicina ma ancora compresi nel range di sensibilità.

"Queste conclusioni sono coerenti con le attuali linee guida di trattamento IDSA che raccomandano l'uso di vancomicina per il trattamento di batteriemia da MRSA con considerazione per gli agenti alternativi basati sulla risposta clinica del paziente e non sul  MIC," ha concluso Kalil.

Leggi lo studio su JAMA


Pubblicato il: 29 ottobre 2014

Aggregatore Risorse

Documenti Correlati

Aggregatore Risorse

Galleria

torna all'inizio del contenuto