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Aumento di peso e diabete come conseguenze di un sonno alterato

L’alterazione del ritmo circadiano, l’”orologio biologico interno”, provocherebbe un aumento di peso e l’insorgere del diabete: è quanto afferma uno studio pubblicato su Science Translational Medicine a firma di alcuni ricercatori dell’Università di Harvard. I più a rischio sarebbero quindi i lavoratori notturni e quanti sono esposti a frequenti cambi di fuso orario.

La ricerca ha coinvolto 21 partecipanti in buone condizioni di salute che sono stati monitorati in un ambiente controllato, sottoposti ad un regime alimentare costante e ad attività programmate. Nel corso delle tre settimane di osservazione, sono stati indotti a dormire solo 5/6 ore nell’arco di un’intera giornata, spostando questo breve intervallo di sonno di quattro ore in avanti al giorno successivo, simulando così gli orari dei turni di lavoro notturni e dei viaggiatori soggetti a jet-lag.
In tale periodo i ricercatori hanno rilevato nei partecipanti allo studio un aumento di glicemia postprandiale nel sangue fino a livelli pre-diabetici, come risultato di una secrezione inadeguata di insulina da parte del pancreas. Hanno inoltre evidenziato un calo dell’ 8% del metabolismo a riposo, che potrebbe portare ad un aumento ponderale di circa 5,5 kg in un anno. Tali valori alterati sono tutti rientrati al momento della ripresa di un sonno regolare e quindi di ritmi circadiani normalizzati.

“Questi risultati confermano quelli di studi precedenti – afferma uno degli autori dello studio – che dimostrano come soggetti con condizioni pre-diabetiche possano incorrere in un aggravarsi della malattia se sottoposti ad alterazione del ciclo sonno-veglia, come i lavoratori notturni.”
“Dormire a sufficienza è importante per la salute e il sonno nelle ore notturne amplifica senz’altro i benefici”.

Leggi lo studio su Science Translational Medicine
Leggi l’articolo su JAMA


Pubblicato il: 27 aprile 2012

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