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Comparazione di outcome clinici ed eventi avversi associati agli ipoglicemizzanti in pazienti con diabete di tipo 2. Una meta-analisi su JAMA - Comparazione di outcome clinici ed eventi avversi associati agli ipoglicemizzanti in pazienti con diabete di tipo 2. Una meta-analisi su JAMA

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Comparazione di outcome clinici ed eventi avversi associati agli ipoglicemizzanti in pazienti con diabete di tipo 2. Una meta-analisi su JAMA

Un team internazionale di ricercatori ha condotto una meta-analisi per valutare l’efficacia relativa e la sicurezza associate ai farmaci ipoglicemizzanti, compresa l’insulina. I risultati dello studio sono stati pubblicati su JAMA. La ricerca è stata condotta su il Cochrane Library Central Register of Controlled Trials, MEDLINE e EMBASE e ha riguardato gli studi clinici randomizzati di durata pari o superiore a 24 settimane.

L’outcome primario era la mortalità cardiovascolare, gli outcome secondari includevano mortalità per tutte le cause, eventi avversi gravi, infarto del miocardio, ictus, livello di emoglobina glicata (HbA1c), il fallimento del trattamento (trattamento di salvataggio o mancanza di efficacia), ipoglicemia e peso corporeo.

Sono stati inclusi nella meta-analisi 301 studi clinici (1.417.367 mesi/paziente); 177 trial (56 598 pazienti) su farmaci somministrati in monoterapia; 109 trial (53 030 pazienti) su farmaci aggiunti a metformina (terapia duplice); e 29 studi (10 598 pazienti) su farmaci aggiunti a metformina e sulfonilurea (terapia triplice). Non ci sono state differenze significative nell’associazione tra qualsiasi classe di farmaci in monoterapia, terapia duplice o terapia triplice e la probabilità di mortalità cardiovascolare o per tutte le cause. Rispetto a metformina, sulfonilurea (differenza standardizzata media [SMD], 0,18 [95% CI, 0,01-0,34]), tiazolidinedione (SMD, 0.16 [95% CI, 0,00-0,31]), Inibitori della dipeptidil peptidasi 4 (DPP-4) (SMD, 0,33 [ 95% CI, 0,13-0,52]), e gli inibitori dell'alfa-glucosidasi (SMD, 0.35 [95% CI, 0,12-0,58]) in monoterapia sono stati associati con livelli di HbA1c superiori. Sulfonilurea (odds ratio [OR], 3.13 [95% CI, 2,39-4,12]; differenza di rischio [RD], 10% [95% CI, 7% al 13%]) e insulina basale (OR, 17,9 [95% CI , 1,97-162]; RD, 10% [95% CI, 0,08% al 20%]) sono stati associati a maggiori probabilità di ipoglicemia. In aggiunta a metformina, i farmaci sono stati associati a livelli simili di HbA1c, mentre gli inibitori SGLT-2 hanno determinato probabilità inferiori di ipoglicemia (OR, 0,12 [95% CI, da 0,08 a 0,18]; RD, -22% [-27% a -18 %]). In aggiunta a metformina e sulfonilurea, gli agonisti dei recettori GLP-1 sono stati associati a probabilità più basse di ipoglicemia (OR, 0.60 [95% CI, 0,39-0,94]; RD, -10% [95% CI, -18% a -2 %]).

In adulti con diabete di tipo 2 – concludono gli Autori – non vi sono state differenze significative nell’associazione tra una delle 9 classi disponibili di farmaci ipoglicemizzanti (da soli o in combinazione) e il rischio di mortalità cardiovascolare o per tutte le cause. La metformina è stata associata a una differenza minore o a nessuna differenza significativa nei livelli di HbA1c rispetto a qualsiasi altra classe di farmaci. Tutti i farmaci sono risultati efficaci in aggiunta a metformina. Questi risultati – secondo gli Autori – sono coerenti con le raccomandazioni dell’American Diabetes Association sull’utilizzo in monoterapia con metformina come trattamento iniziale per i pazienti con diabete di tipo 2 e la selezione di terapie complementari in base a considerazioni specifiche legate al paziente.

Per approfondire leggi lo studio su JAMA 


Pubblicato il: 28 luglio 2016

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