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Da un panel di specialisti nuove linee guida per l'identificazione precoce della sepsi

Aumentare la precisione e la velocità della diagnosi di sepsi: questo lo scopo delle nuove linee guida, elaborate da un panel di esperti e pubblicate su Jama, che spostano l'attenzione dall'infezione con infiammazione sistemica alla disfunzione di organo innescata dall'infezione e ridefiniscono sepsi e shock settico.

Queste linee guida sono state sviluppate da una task force congiunta della Society of Critical Care Medicine (SCCM) e dell'European Society of Intensive Care Medicine (ESICM) mediante un expert consensus, la revisione della letteratura e l'analisi dei dati provenienti da 1,3 milioni di cartelle cliniche elettroniche (electronic health record - EHR) di pazienti con sospette infezioni trattati in 12 ospedali facenti capo all'University of Pittsburgh Medical Center a partire dal 1° gennaio 2010 e fino al 31 dicembre 2012.

"La task force ha colto la necessità di distinguere un'infezione semplice da una che può causare una disfunzione d'organo o la morte" ha dichiarato Mervyn Singer, co-autore delle linee guida. Singer ha spiegato che questa nuova enfasi sulla disfunzione d'organo, piuttosto che sull'infezione, deriva da un'evoluzione della conoscenza della fisiopatologia della sepsi.

Le precedenti definizioni di sepsi e shock settico, concordate nel 2001, si concentravano infatti sull'opinione, prevalente in quel momento, secondo cui la sepsi era una risposta infiammatoria sistemica alle infezioni e non fornivano criteri clinici chiari o esami utilizzabili per diagnosticarla.

Secondo il panel di esperti, la sepsi dovrebbe essere definita come una disfunzione di organo pericolosa per la vita causata da una risposta disregolata dell'ospite alle infezioni e lo shock settico come un sottoinsieme della sepsi in cui anomalie particolarmente gravi a livello circolatorio, cellulare e metabolico sono associate a un maggiore rischio di mortalità rispetto alla sola sepsi.
La task force ha affermato che gli adulti con sepsi possono essere identificati fra quelli con sospetta infezione che rispondono a due dei tre criteri clinici individuati: una frequenza respiratoria maggiore o uguale a 22 respiri al minuto, un'alterazione dello stato mentale e una pressione arteriosa sistolica uguale o inferiore a 100 mm Hg.

All'interno della popolazione ospedalizzata con sospetta infezione, i pazienti con un punteggio di due o più sul nuovo sistema diagnostico, che gli autori hanno chiamato quick Sepsis-related Organ Failure Assessment (qSOFA), dovrebbero essere monitorati più attentamente, ricevere un trattamento più intensivo se necessario e possibilmente essere trasferiti in terapia intensiva.

"Poiché la sepsi è così complessa, nei pazienti può presentarsi in molti modi diversi. Questo può comportare ritardi nella cura e opportunità terapeutiche mancate", ha detto il co-autore Christopher Seymour, che ha aggiunto "la definizione aggiornata è stata creata per aiutare i medici e gli ospedali a districarsi attraverso i molti sintomi della sepsi e a raggiungere la diagnosi in fretta. A differenza di quanto fatto in precedenza, la task force ha utilizzato, per la definizione delle raccomandazioni, i dati provenienti dalla realtà dei pazienti."

Leggi le nuove linee guida su Jama


Pubblicato il: 31 marzo 2016

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