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Depressione bipolare acuta e terapia aggiuntiva con antidepressivi di seconda generazione. Su Lancet i risultati di una revisione sistematica e meta-analisi

Sono stati pubblicati su The Lancet i risultati di una revisione sistematica e meta-analisi di studi randomizzati controllati con placebo, che ha analizzato la sicurezza e l’efficacia degli antidepressivi di seconda generazione in aggiunta a uno stabilizzatore dell'umore o a un antipsicotico atipico nella depressione bipolare acuta.

I ricercatori hanno estratto i dati dai report pubblicati su MEDLINE, Embase, Cochrane Central Register of Controlled Trials, e ClinicalTrials.gov. L'outcome primario era il cambiamento nel punteggio dei sintomi depressivi valutato dal medico; gli outcome secondari erano la risposta clinica, la remissione clinica, la mania o ipomania emergenti dal trattamento, e la tollerabilità.

Dalla ricognizione dei registri, sono stati identificati sei studi che rappresentano 1383 pazienti con depressione bipolare. Gli antidepressivi di seconda generazione sono stati associati a un piccolo ma significativo miglioramento del punteggio dei sintomi depressivi valutato dal medico (differenze medie standardizzate 0 165 [95% IC 0 051-0 278], p = 0 004). Tuttavia, i tassi di risposta e remissione clinica non hanno mostrato differenze significative tra i pazienti trattati con antidepressivi in aggiunta e quelli trattati con placebo (1 158 [0 840-1 597], p = 0 371 per la risposta clinica; 1 220 [0 874 -1 703], p = 0 243 per remissione). Il trattamento acuto non è stato associato a un aumentato rischio di mania o ipomania emergenti da trattamento (0 926 [0 576-1 491], p = 0 753), ma trattamenti prolungati di 52 settimane sono stati associati a un aumento del rischio ( 1 774 [1 018-3 091], p = 0 043).

Gli antidepressivi di seconda generazione in aggiunta sono associati a sintomi ridotti di depressione bipolare acuta, ma l'entità del beneficio è ridotta, perché non aumenta i tassi di risposta e di remissione clinica. Tuttavia, questi farmaci dovrebbero essere utilizzati solo per brevi periodi, perché l'uso prolungato è associato ad un aumentato rischio di mania o ipomania emergenti dal trattamento.

Leggi la notizia su The Lancet Psychiatry


Pubblicato il: 31 ottobre 2016

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