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FDA approva empagliflozin per ridurre la morte cardiovascolare negli adulti con malattia cardiovascolare

L’FDA ha approvato una nuova indicazione per empagliflozin per ridurre il rischio di morte cardiovascolare in pazienti adulti con diabete mellito di tipo 2 e malattia cardiovascolare.

“La malattia cardiovascolare è una causa di morte negli adulti con diabete mellito di tipo 2” ha affermato Jean-Marc Guettier, direttore della Divisione dei Prodotti per il Metabolismo e l’Endocrinologia del Centro per la Valutazione e la Ricerca sui farmaci dell’FDA. “La disponibilità di terapie antidiabetiche che possono aiutare le persone a vivere più a lungo riducendo il rischio di morte cardiovascolare è un importante passo avanti per gli adulti con diabete di tipo 2”.

Secondo i CDC (Centers for Disease Control and Prevention), la morte per malattia cardiovascolare è del 70% più alta in adulti con diabete rispetto a quelli senza diabete, e i pazienti con diabete hanno un’aspettativa di vita ridotta, dovuta in gran parte dalla morte cardiovascolare prematura.

La decisione FDA si basa sullo studio post-marketing richiesto dall’agenzia statunitense al momento dell’approvazione del farmaco nel 2014 in aggiunta alla dieta e all’esercizio fisico per migliorare il controllo glicemico in adulti con diabete mellito di tipo 2. Il farmaco si è dimostrato in grado di ridurre il rischio di morte cardiovascolare a confronto con il placebo in aggiunta alle terapie standard per il diabete e la malattia cardiovascolare aterosclerotica.

Empagliflozin può causare disidratazione e ipotensione, può anche causare chetoacidosi, grave infezione del tratto urinario, danno renale acuto e compromissione della funzione renale, ipoglicemia quando utilizzato con insulina o secretagoghi di insulina, infezioni micotiche genitali, e aumento del colesterolo.

Gli effetti indesiderati più comuni sono le infezioni del tratto urinario e le infezioni genitali femminili.

Empagliflozin non è destinato a pazienti con diabete di tipo 1 o per il trattamento della chetoacidosi diabetica. È controindicato nei pazienti con una storia di gravi reazioni di ipersensibilità, grave insufficienza renale, malattia renale allo stadio terminale, o dialisi.

Leggi la notizia sul sito dell’FDA


Pubblicato il: 12 dicembre 2016

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