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Giornata Mondiale dell’Alzheimer: AIFA in prima linea nel contrasto alle demenze

Immagine Giornata Mondiale AlzheimerIn Italia sono 1.241.000 le persone con demenza, secondo i dati contenuti nel Rapporto mondiale Alzheimer 2016, svelati in occasione della Giornata mondiale dedicata alla patologia che si celebra, come ogni anno, il 21 settembre. Questa forma di demenza degenerativa, sulle cui cause la ricerca sta tentando di fare piena luce, è dovuta ad una alterazione delle funzioni cerebrali che mina alla radice la capacità del paziente di condurre attività quotidiane fino a quel momento considerate “normali”.

Il numero di persone affette dal morbo è in continuo aumento in tutto il mondo, grazie all’allungamento della durata di vita media e i costi sociali ed economici connessi alle cure e alla presa in carico dei pazienti rappresentano una seria minaccia per la stabilità dei sistemi sanitari.

Per questo la prevenzione è considerata una misura efficace per combattere questo fenomeno a livello mondiale. I risultati di uno studio condotto in Finlandia (FINGER Study) hanno dimostrato che l’azione contemporanea su più fattori (alimentazione, attività fisica, training cognitivo e monitoraggio del rischio vascolare) può migliorare o mantenere la funzione cognitiva nelle persone anziane “a rischio”.

Parallelamente, sono allo studio trattamenti farmacologici innovativi che possano rallentare lo sviluppo della malattia. L’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha incluso un promettente farmaco biologico all’interno del programma PRIME (PRIority MEdicines), che ha lo scopo di migliorare l’accesso da parte dei pazienti a medicinali in grado di fornire opzioni terapeutiche per patologie per le quali non esiste ancora un trattamento.

Anche l’Agenzia Italiana del Farmaco ha messo la malattia di Alzheimer al centro della sua attività, portando il proprio contributo ai gruppi di ricerca internazionale multilaterali. Proprio in questi giorni un esperto dell’Agenzia è tornato dal 29 Congresso ECNP in cui psichiatri, neurologi  e psicologi da tutto il mondo hanno fatto il punto sui disordini mentali e sulle sfide ancora da vincere.

Tra i punti toccati dall’esperto AIFA nella sua relazione la difficoltà metodologica ad identificare individui a rischio nella popolazione generale nonostante sia aumentata la consapevolezza dei fattori di rischio. La ricerca e sviluppo, anche grazie alla possibilità offerta dalla tecnologia, di integrare i dati su piattaforme virtuali, si sta orientando verso la costruzioni di coorti identificate sia da biomarcatori che da fattori di rischio ambientali, metabolici e vascolari. La tecnologia offre anche la possibilità di calcolare il rischio individuale di sviluppare demenza e naturalmente per promuovere stili di vita positivi.

Infine, è importante ricordare che la lotta alla demenza intervenendo negli stadi precoci del processo neurodegenerativo, è molto costosa e va resa accessibile e sostenibile attraverso un dialogo precoce con i pagatori è una strategia di lungo periodo da parte dei servizi sanitari nazionali.

Scarica il World Alzheimer’s Report 2016 


Pubblicato il: 21 settembre 2016

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