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Su Nature i risultati di uno studio americano sull’uso della ketamina nella depressione

Il percorso per la realizzazione di un farmaco che sfrutti le proprietà antidepressive della ketamina è ancora lungo, ma alcuni studi in corso, sia pure nelle fasi iniziali del loro sviluppo, iniziano a mostrare risultati promettenti. Nei giorni scorsi sono stati presentati su Nature i risultati di una sperimentazione preclinica “in vivo” condotta dai ricercatori dell’University of Maryland School of Medicine, in collaborazione con il National Institute of Mental Health (NIMH), il National Center of Advancing Translational Sciences (NCATS) e il National Institute on Ageing e The University of North Caroline.

I farmaci per la cura della depressione attualmente in commercio – spiega Carlos Zarate, a capo del team di ricercatori del National Institute of Mental Health – agiscono non prima di 2-3 settimane o addirittura un mese dalla prima somministrazione e, se non risultano efficaci, il paziente deve tentare una cura dopo l’altra rischiando di non vedere alcun giovamento nell’arco di mesi”.

I ricercatori hanno analizzato tutti i sottoprodotti chimici della ketamina e studiato il loro meccanismo d’azione sui roditori per verificarne eventuali effetti antidepressivi. Uno di questi sottoprodotti, la idrossinorketamina, ha dimostrato effetti antidepressivi molto più rapidi rispetto ad altri farmaci antidepressivi.

Inoltre gli effetti avversi della ketamina non erano presenti perché il meccanismo d’azione dell’idrossinorketamina agisce su un recettore non implicato in fenomeni allucinatori o dissociativi. “È ancora presto per parlare di un successo pieno perché il prossimo passo sarà testare la sostanza su un campione di pazienti per verificarne la reale ed effettiva sicurezza– afferma Todd Gould, direttore dell’University of Maryland School of Medicine – ma sicuramente è stato fatto un potenziale salto in avanti in questo importante tentativo di assicurare ai pazienti affetti da depressione un trattamento veloce, sicuro e con minori effetti collaterali. Un farmaco ad azione rapida che faccia effetto in poco tempo è infatti l’obiettivo che da anni si cerca di raggiungere”.

Numerosi studi nel corso del tempo hanno dimostrato che la ketamina sembra essere molto veloce ed efficace nella cura della depressione, ma i suoi pesanti effetti collaterali hanno impedito che divenisse un farmaco antidepressivo.

Questa scoperta – afferma Zarate – apre anche la strada allo studio di altri trattamenti con caratteristiche simili che potrebbero rendere disponibili importanti soluzioni nella cura della depressione”.

“Terminata  la sperimentazione del farmaco sui roditori, si passerà adesso alla sperimentazione sull’uomo – concludono i ricercatori – dobbiamo lavorare per rendere disponibili nuovi farmaci per la cura di questa malattia soprattutto per quelle categorie di pazienti più fragili quali gli anziani e i pazienti che non rispondono più ai medicinali attualmente in commercio”.

Per maggiori informazioni leggi la notizia su Nature e la notizia sul  sito dell’NIMH


Pubblicato il: 12 maggio 2016

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